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Friday, December 18, 2020

Intervista: Ankara non ha mai smesso di stare dentro al campo occidentale di alleanze. Resta però uno Stato in bilico.

Alcune mie riflessioni su Erdoğan e politica estera turca raccolte in questa intervista a cura di Marco Fontana ed Eliana Puccio pubblicata il 17/12/2019 per la Rivista On-Line di Geopolitica internazionale e di politica nazionale Strumenti Politici:

Clicca qui per leggerne il testo integrale.

Saturday, May 16, 2020

Intervista: Somalia: le mani turche sul Paese dal 2011. Parla Federico Donelli, ricercatore dell’Università di Genova e di Bologna

A seguito della liberazione di Silvia Romano, l’italiana rapita in Kenya il 18 novembre 2018 e rimasta prigioniera dell’organizzazione al-Shabbab fino a qualche giorno fa, sono fioccati sulla stampa italiana commenti, analisi e resoconti carichi di sorpresa. 

In molti si sono accorti che in Somalia esiste una presenza turca e che, attraverso i propri servizi segreti, Ankara ha avuto un ruolo determinante nella liberazione della ragazza. 

Eppure, è dal 2011 che la Turchia ha cominciato prepotentemente a mettere piede in Somalia, devolvendo una serie di aiuti economici e di welfare che le hanno permesso di costruire una rete capillare di contatti con la popolazione locale. 

La propria presenza fisica sul territorio è stata segnata dall’apertura di un’ambasciata e della più grande base militare turca all’estero, dall’attivazione della rotta aerea Istanbul-Khartoum-Mogadiscio e, chiaramente, attraverso le attività di intelligence. 

Per continuare con gli approfondimenti che Report Difesa sta garantendo da giorni sulla questione, abbiamo ritenuto che fosse utile confrontarci con chi da anni conosce e studia tali questioni.

E abbiamo intervistato Federico Donelli, ricercatore all’Università di Genova, docente di Storia e Istituzioni del Medio Oriente moderno all’Università di Bologna, analista rinomato che ha trascorso diverso tempo in Turchia per svolgere ricerche sulla politica estera turca. 

In particolare, Donelli si è occupato specificamente della presenza turca nel Corno d’Africa e al proposito ha definito le modalità dell’allargamento turco in questa regione attraverso il concetto di Ankara consensus. 

L’idea cioè che la Turchia stia perseguendo ormai da anni un modello esclusivo e unico di coinvolgimento in quella regione quale sintesi fra un approccio ai problemi di sostenibilità in Africa e un discorso utile a promuovere la proiezione della propria potenza a livello globale. 

Fra le sue numerose pubblicazioni di prestigio, ci limitiamo a segnalare l’illuminante The Ankara Consensus: the significance of Turkey’s engagement in Sub-Saharan Africa, apparso in «Global Change, Peace & Security» (2018) e la monografia Le due sponde del Mar Rosso. La politica estera degli stati mediorientali nel Corno d’Africa (Mondadori Università, 2019), una sorta di summa del suo percorso di studi.

Per leggere l'intervista completa, cliccare qui.

Saturday, April 18, 2020

Eventi vari: conferenze dicembre 2019 - febbraio 2020

La frenesia dovuta alle corse negli ultimi tempi combinata con l'essere stati catapultati da un momento all'altro in una situazione surreale mi hanno impedito di pubblicare tempestivamente i dovuti aggiornamenti relativi alla mia attività di relatore in convegni pubblici - eventi organizzati allo scopo di presentare la mia monografia o, più in generale, per discutere di Medio Oriente. 

La situazione emergenziale da Covid-19 mi ha anche impedito di realizzare almeno altre cinque attività di conferenziere nella stagione primaverile di questo 2020, senza dimenticare i grandi convegni accademici, appuntamento fisso di ogni fine estate, primo fra tutti il Convegno SISP di Roma. 

Brevemente illustro gli impegni saltati, con l'auspicio di potervi presto rimediare.

Sunday, February 23, 2020

Journal Article: Turkish AK Parti's Posture Towards the 2003 War in Iraq: the Impact of Religion amid Security Concerns

My latest Journal Article "Turkish AK Parti's Posture Towards the 2003 War in Iraq: the Impact of Religion amid Security Concerns" is now available at: https://therestjournal.com/wp-content/uploads/2020/02/The-Rest-Vol.10-No.1-A1.pdf. It is part of Issue 1, Volume 10 of "The Rest. Journal of Politics and Development".
"The Rest. Journal of Politics and Development" is the scientific review of the CESRAN International UK.
UK-based CESRAN (Centre for Strategic and Research Analysis) has been recently named amongst the top think tanks in the world.

ABSTRACT: This paper focuses on Turkey’s foreign policy makers’ attitudes in the context of the 2003 US decision to wage war against Iraq. The main goal is to assess and downplay the impact of religion in relation to security-related concerns. Drawing on official speeches, interviews, declarations by key figures in the foreign policy process, the paper argues that religion is nothing more than an intervening factor in the case of Turkey’s approach to the 2003 war in Iraq. Therefore, notwithstanding the role of Islamist elites in the foreign policy decision-making of Turkey, Turkey’s foreign affairs were rather inspired by a realist behavior, driven by pragmatic considerations, aimed at pursuing rationalist goals.

Journal Article: "Turkey's Approach to Iran's Shia Crescent"

My latest Journal article "Turkey's approach to Iran's Shia Crescent" is now available at: https://rasanah-iiis.org/english/wp-content/uploads/sites/2/2020/02/TURKEY%E2%80%99S-APPROACH-TO-IRAN%E2%80%99S-SHIA-CRESCENT.pdf. It is part of a special issue (8, 2018) by the "Journal For Iranian Studies" dedicated to investigate "Iran's role in the Middle East: The Prospect of a Shia Crescent Emerging". 
The "Journal For Iranian Studies" is the scientific publication of "Rasanah. International Institute for Iranian Studies", a worldwide renowned Saudi think tank. 

ABSTRACT: The Middle East has experienced several critical junctures since King Abdullah of Jordan first warned his Arab counterparts in 2004 about Iran’s design to project abroad its political, religious and military influence. Due to bitter domestic factionalism between President Ahmadinejad and the Rahbar Khamenei, the emergence of a “Shia crescent” was relatively kept under control by rival Arab countries as long as Iran was isolated from international politics. However, the outburst of the Arab Spring in 2011, the ensuing human tragedy in Syria and the sealing of a historical deal on the nuclear issue between Iran and Western powers all signalled that such a prospect would become a major existential threat for them.

Sunday, April 14, 2019

Journal Article: La nuova Turchia di Erdogan

E' in uscita presso le librerie e sui siti di e-commerce la mia ultima pubblicazione scientifica. 
Il saggio è intitolato "La nuova Turchia di Erdogan", presente sulla Rivista "Afriche e Orienti", numero 1-2/2018, pagg. 149-170. 

Introduzione: In Occidente, all’indomani del fallito colpo di Stato orchestrato da alcuni settori delle forze armate nella notte fra il 15 e il 16 luglio 2016, sono molti gli osservatori che si sono domandati quale assetto politico si sarebbe istituzionalizzato in Turchia nell’immediato futuro. Al centro delle questioni vi era la portata delle misure repressive adottate per volontà del presidente della Repubblica, Recep Tayyip Erdogan, e del Governo a guida AK Parti – la formazione politica di cui Erdogan stesso è uno dei fondatori. L‘epurazione avviata a livello istituzionale (forze armate, magistratura, sistema educativo e dell’informazione) sarebbe servita davvero a rafforzare la solidità democratica del sistema o, al contrario, avrebbe costituito la precondizione, impraticabile prima del tentato colpo di Stato, per affondarne anche la dimensione politica? Le incertezze che hanno avvolto la politica interna si sono estese anche alla sfera degli affari internazionali, con particolare riguardo alla crisi siriana, alla lotta contro il terrorismo curdo e, più in generale, alla questione curda; e, ancora, al riavvicinamento a Paesi quali Israele e la Russia, con cui negli anni addietro si era verificata una crisi nei rispettivi rapporti bilaterali, all’inasprimento delle relazioni con lo storico partner americano, alla disputa con l’Unione Europea sulla questione dei migranti. In questo articolo, questi temi verranno inquadrati uno ad uno, focalizzando l’attenzione prima sul contesto politico interno e poi su quello delle alleanze internazionali per tentare di formulare uno scenario plausibile che ci si può attendere dal teatro turco nel futuro prossimo.
In questo articolo, questi temi verranno inquadrati uno ad uno, focalizzando l’attenzione prima sul contesto politico interno e poi su quello delle alleanze internazionali per tentare di formulare uno scenario plausibile che ci si può attendere dal teatro turco nel futuro prossimo. 

Eventi: Padova, 10/04/2019. Presentazione de La Turchia di Erdogan e le Sfide del Medio Oriente


Mercoledì 10 aprile 2019 alle ore 17,30, presso la Galleria Cavour sita in Piazza Cavour a Padova, si è svolta la presentazione del mio libro "La Turchia di Erdogan e le sfide del Medio Oriente" (Carocci, 2017). I locali, molto suggestivi (si tratta di una galleria in cui sono esposti quadri di artisti, sita nel centro storico del capoluogo patavino), sono stati gentilmente messi a disposizione dal Comune di Padova.

Qui a fianco uno scatto dell'evento, in cui sono stato affiancato dal Dott. Giuseppe Acconcia.

Wednesday, April 3, 2019

Intervista: Voto in Turchia: due sberle e una mezza vittoria per il Sultano. Gasparetto (Univ. Padova), “determinante la crisi economica”

Martedì 2 aprile sono stato intervistato da Daniele Rocchi, giornalista dell'Agenzia SIR (Servizio d'Informazione Religiosa, organo di stampa della Conferenza Episcopale Italiana) riguardo alle elezioni amministrative tenutesi in Turchia domenica 31 marzo.

Cliccando qui è possibile leggere l'intervista integrale.

Sunday, March 31, 2019

Commento: Islamismo convinto o propaganda elettorale? Incognite e dubbi sul futuro della Turchia di Erdogan

La campagna elettorale di Erdogan in vista delle elezioni per il rinnovo delle amministrazioni locali che si terranno domenica 31 marzo ha assunto tinte fortemente nazionaliste e islamiste. In un contesto fortemente caratterizzato dalla securizzazione della politica interna dopo il fallito colpo di stato del 15-16 luglio 2016, il discorso pubblico del Presidente è altamente condito da una retorica “populista” e teso a riprodurre la sindrome da criminalizzazione dell’avversario politico fondata sulla contrapposizione manichea “noi” contro “loro”.

Per continuare la lettura, cliccare qui.

Saturday, March 23, 2019

Capitolo: Identità curda e Stato turco nell'era dell'AK Parti


Il 21 marzo è ufficialmente uscito nelle librerie un nuovo volume curato da Michela Mercuri e Giuseppe Acconcia, prefatto dal Prof. Massimo Campanini, edito da Franco Angeli e intitolato "Migrazioni nel Mediterraneo. Dinamiche, identità e movimenti". Cliccando qui si potrà leggere la scheda libro.

Nel volume vi è anche un capitolo a mia firma dedicato a indagare il rapporto fra identità curda e nazionalismo turco nell'era dell'AK Parti. 

Presentazione del volume: Quale ruolo hanno giocato le migrazioni e i movimenti sociali nella formazione delle identità transazionali dei Paesi del Mediterraneo nella storia moderna e contemporanea? Su questi temi gli autori si confrontano, offrendo uno spaccato di "vite" e realtà differenti. Dalla Libia alla Turchia, passando per l'Egitto, i campi profughi della Giordania e le comunità di migranti in Italia, il libro evidenzia come i concetti di classe, nazionalismo, tribù e genere abbiano influenzato il modo in cui i cittadini del Mediterraneo hanno ripensato sé stessi e le loro relazioni reciproche nel corso della storia e negli anni più recenti, tra le speranze delle rivolte del 2011, la repressione e le guerre civili ancora in corso.

Sunday, March 17, 2019

Eventi: Padova, 13/02/2019. Presentazione libro "La Turchia di Erdogan e le sfide del Medio oriente


Mercoledì 13 febbraio 2019, presso il Caffè Pedrocchi di Padova e grazie all'organizzazione della libreria Feltrinelli di Padova, ho presentato il mio libro "La Turchia di Erdogan e le sfide del Medio Oriente. Iran, Iraq, Israele e Siria" (Carocci, 2017), affiancato dal Prof. Marco Almagisti e dal Dott. Giuseppe Acconcia. 



Analisi. Opportunità di crescita nelle relazioni commerciali con l’Iran

Su TRIBUNA ECONOMICA - MENSILE DI ECONOMIA E FINANZA un mio contributo sulle opportunità di crescita commerciale nelle relazioni fra Iran e Turchia. Anno XXXIII, 25/02/2019. Qui sotto, l'estratto della mia analisi.




Intervista. Siria: l’erdoganismo tattico ed opportunista della Turchia. Parla Alberto Gasparetto, cultore di Scienza della Politica all’Università di Padova

Il 5 gennaio 2019 il Dott. Luca Tatarelli, direttore di Report Difesa ha intervistato il Dott. Alberto Gasparetto.

Padova. Cosa c’è dietro al grande momento della Turchia nel Medio Oriente? Quali sono le intenzioni del Presidente turco Erdogan per prendersi una bella fetta di aree da controllare? Sono alcune domande a cui la stampa italiana non dà risposte, ferma com’è solo ad alcuni aspetti più “da immagini televisive” che da vero approfondimento.
Report Difesa ha interpellato Alberto Gasparetto, cultore di Scienza della Politica all’Università di Padova, considerato un buon conoscitore della Turchia. Ha svolto, tra l’altro, un periodo di ricerca ad Istanbul presso la Bilgi University. Ha presentato, in convegni nazionali ed internazionali, una serie di articoli sull’Iran e la Turchia. Ha pubblicato, tra l’altro, anche un libro sulla “Turchia di Erdogan e le sfide del Medio Oriente. Iran, Iraq, Israele e Siria” (Carocci Editore).

Per leggere l'intervista completa, cliccare sul seguente link: http://www.reportdifesa.it/siria-lerdoganismo-tattico-ed-opportunista-della-turchia-parla-alberto-gasparetto-cultore-di-scienza-della-politica-alluniversita-di-padova/. 

Wednesday, December 19, 2018

Journal Article: Turchia e Iran: partner economici e rivali geopolitici

My latest publication, Turkey and Iran: economic partners and geopolitical rivals, is online: http://gnosis.aisi.gov.it/Gnosis/Rivista57.nsf/servnavig/14 and will soon be available on paper.

Gnosis. Rivista Italiana di Intelligence, 4/2018

Abstract (ENG): This essay analyses the complex relation between two main powers in the Middle East, attempting to overcome some of the clichés that characterise the public discourse on this topic. When analysing this relationship between Iran and Turkey, two crucial aspects come to the forefront. On one hand, there is existing cooperation based on common energy and economic interests, but on the other hand there is rivalry due to geopolitical reasons. The quest for regional hegemony has generated a bitter competition in Syria that appears to have been mitigated temporarily only by some strategic contingencies (above all, convergence with Russia).

Abstract (ITA): Oggetto di analisi è il complesso rapporto fra due delle principali potenze del Medio Oriente, volendo anche superare alcuni cliché che accompagnano il dibattito pubblico. Nell’analisi di due dimensioni cruciali della relazione che lega Iran e Turchia, viene sottolineato come tra gli spazi per la cooperazione – creati intorno a comuni interessi energetici ed economici – si siano frapposte condizioni di rivalità legate alla sfera (geo)politica. L’aspirazione all’egemonia regionale ha generato un’aspra competizione nel teatro siriano, cui solo alcune contingenze ‘tattiche’ (su tutte, la convergenza con la Russia) sembrano avere temporaneamente posto un freno.

Sunday, November 18, 2018

Daniele Rocchi (Agenzia SIR, Conferenza Episcopale Italiana) intervista Alberto Gasparetto

(Intervista a cura di Daniele Rocchi, giornalista del SIR - Servizio di Informazione religiosa - organo di informazione della CEI - Conferenza Episcopale Italiana - pubblicata il 27 giugno 2018)


Con il 52,7% dei consensi, Recep Tayyip Erdoğan, leader del partito Akp, ha vinto le elezioni tenutesi in Turchia domenica 24 giugno riconfermandosi così capo dello Stato, carica che detiene dal 2014. Forte della riforma costituzionale varata nell’aprile del 2017 che ha abolito la carica di primo ministro accentrando il potere esecutivo, e per certi versi anche giudiziario, nelle mani del presidente, Erdogan sarà chiamato a guidare la Turchia fino al 2023. L'analisi di Alberto Gasparetto, dottore di ricerca in Scienza politica e relazioni internazionali all’Università di Padova.

Daniele Rocchi (Agenzia SIR, Conferenza Episcopale Italiana) intervista Alberto Gasparetto

(Intervista a cura di Daniele Rocchi del SIR - Servizio di Informazione religiosa - organo di informazione della CEI - Conferenza Episcopale Italiana - e pubblicata il 22 agosto 2018
“Una crisi che viene da lontano e che Erdogan ha cercato di fronteggiare con le elezioni politiche anticipate del 24 giugno temendo un peggioramento della situazione economica che gli avrebbe alienato buon parte del consenso popolare di cui il leader islamista gode da anni”.

Così Alberto Gasparetto, dottore di ricerca in Scienza politica e relazioni internazionali all’Università di Padova spiega al Sir la crisi che sta coinvolgendo la Turchia alle prese con il rischio di tracollo finanziario.

Recensione: "La Turchia di Erdogan e le sfide del Medio oriente" (Carocci, 2017), a cura di Matteo Del Conte


(Recensione a cura di Matteo Del Conte, apparsa il 05/06/2018 sulla rivista "Pandora" e consultabile cliccando sul link: https://www.pandorarivista.it/articoli/turchia-di-erdogan-di-alberto-gasparetto/#comments)


Volgendo lo sguardo al Medio Oriente oggi è impossibile ignorare un paese come la Turchia. Le dinamiche delle regione la vedono sempre più protagonista di una rinnovata assertività, la quale spesso confligge con le aspirazioni dei suoi vicini.
Un giovane ricercatore come Alberto Gasparetto, in La Turchia di Erdoğan, ci pone di fronte alla politica mediorientale dell’AK Parti a partire dalla sua ascesa al potere nel lontano 2002 con un focus su Iran, Iraq, Israele e Siria. L’autore si pone l’obiettivo di analizzare la politica estera turca tenendo primariamente conto dei tratti della personalità e dell’impatto delle percezioni dei decisori turchi e lo fa utilizzando l’approccio della foreign policy analysis di Michael Brecher. Questo metodo, in contrasto con il filone neorealista che vede il determinarsi della politica internazionale come il risultato di cause strutturali, considera che la politica estera sia il risultato della compenetrazione tra fattori ideazionali legati alle percezioni dei decisori e le cause strutturali pertinenti al sistema internazionale. La domanda di ricerca attorno a cui ruota tutto l’elaborato è la seguente:

PER PROSEGUIRE CON LA LETTURA, CLICCARE SU: https://www.pandorarivista.it/articoli/turchia-di-erdogan-di-alberto-gasparetto/#comments

Recensione: La Turchia di Erdogan e le sfide del Medio oriente (Carocci, 2017), di Paolo A. Dossena

(Recensione a cura di Paolo A. Dossena, apparsa il 26/02/2018 nella sezione cultura di "Azione - Settimanale di informazione e cultura della cooperativa MigrosTicino" e reperibile cliccando sul seguente link: http://www.azione.ch/cultura/dettaglio/articolo/fra-i-libri-20.html?cHash...)

La «Sindrome di Sèvres», la paura dello smembramento, è uno dei fattori psicologici che garantiscono elementi di continuità tra la Turchia di Recep Tayyip Erdogan e il precedente establishment kemalista.
All’indomani della Prima guerra mondiale, racconta Alberto Gasparetto, il 10 agosto 1920, l’impero ottomano firma il trattato di pace che sancisce la propria disintegrazione.
Le decisioni di Sèvres saranno superate a seguito della guerra d’indipendenza guidata da Mustafa Kemal, che lascia in eredità alle successive dirigenze turche (Erdogan incluso) la «Sindrome di Sèvres».

Analisi: Dalla profondità strategica di Davutoglu all’erdoganismo tattico: la politica estera della Turchia

(Articolo già pubblicato su Report Difesa il giorno 31/08/2018 e reperibile cliccando sul seguente link: http://www.reportdifesa.it/dalla-profondita-strategica-davutoglu-allerdoganismo-tattico-la-politica-estera-turca-alla-ricerca-nuovi-paradigmi/. Ringrazio il Direttore, Luca Tatarelli.


Quando nel 2001 il professore di Relazioni internazionali Ahmet Davutoglu pubblicò il suo maggiore successo editoriale, Stratejik derinlik (“Profondità strategica”), la Turchia stava attraversando una delle più drammatiche crisi economico-politiche della sua storia moderna. Il terremoto che sconquassò il sistema politico e si abbatté sui “vecchi” partiti di governo dischiuse le porte al successo dell’AK Parti alle elezioni del novembre 2002. Il Paese si apprestava ad entrare in una nuova fase che avrebbe determinato cambiamenti anche in politica estera, in parallelo con i nuovi scenari scaturiti dopo gli attentati dell’11 settembre. Di fatto, fu Davutoglu, prima investito della funzione di consigliere per la politica estera di Erdogan (2003-2009) e, successivamente, nominato Ministro degli Esteri (2009-2014) e Primo Ministro (2014-2016), a disegnare la mappa sulla quale la Turchia si sarebbe orientata per tentare di sopravvivere alle sfide globali del nuovo secolo.

PER PROSEGUIRE CON LA LETTURA, CLICCARE SUL SEGUENTE LINK: http://www.reportdifesa.it/dalla-profondita-strategica-davutoglu-allerdoganismo-tattico-la-politica-estera-turca-alla-ricerca-nuovi-paradigmi/

Analisi: Crisi della Lira turca: nuove equazioni geopolitiche in Medio oriente?

(Analisi già pubblicata su ISPI - Istituto per gli Studi di politica internazionale il giorno 28/08/2018 e reperibile cliccando sul seguente link: https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/crisi-della-lira-turca-nuove-equazioni-geopolitiche-medio-oriente-21152).

La crisi che in queste settimane ha colpito la lira turca, colata a picco nei confronti del dollaro, ha natura squisitamente geopolitica. Negli scorsi giorni, la valuta di Ankara è piombata nel tasso di cambio rispetto al biglietto verde fino a registrare un rapporto di uno a sette. La svalutazione della moneta nazionale si accompagna a elementi di crisi economica strutturale di cui la Turchia è vittima almeno dall’anno scorso. Tale crisi avviene malgrado un tasso di crescita economica che si è assestato al 7,4% nel 2017 confermando, a parte qualche annata di rara eccezione, performance analoghe da oltre tre lustri, cioè da quando l’AK Parti di Recep Tayyip Erdogan ha vinto per la prima volta le elezioni politiche, il 3 novembre 2002. Tuttavia, a creare i presupposti eminentemente economico-finanziari della crisi, vi è un’inflazione che ha toccato il 16%, rendendo vane le performance di crescita del pil.

Journal article: Domestic Factions and the External Environment in Iran's Foreign Policy

My latest journal article "Domestic Factions and the External Environment in Iran's Foreign Policy" has been published in the ...