Wednesday, December 19, 2018

Journal Article: Turchia e Iran: partner economici e rivali geopolitici

My latest publication, Turkey and Iran: economic partners and geopolitical rivals, is online: http://gnosis.aisi.gov.it/Gnosis/Rivista57.nsf/servnavig/14 and will soon be available on paper.

Gnosis. Rivista Italiana di Intelligence, 4/2018

Abstract (ENG): This essay analyses the complex relation between two main powers in the Middle East, attempting to overcome some of the clichés that characterise the public discourse on this topic. When analysing this relationship between Iran and Turkey, two crucial aspects come to the forefront. On one hand, there is existing cooperation based on common energy and economic interests, but on the other hand there is rivalry due to geopolitical reasons. The quest for regional hegemony has generated a bitter competition in Syria that appears to have been mitigated temporarily only by some strategic contingencies (above all, convergence with Russia).

Abstract (ITA): Oggetto di analisi è il complesso rapporto fra due delle principali potenze del Medio Oriente, volendo anche superare alcuni cliché che accompagnano il dibattito pubblico. Nell’analisi di due dimensioni cruciali della relazione che lega Iran e Turchia, viene sottolineato come tra gli spazi per la cooperazione – creati intorno a comuni interessi energetici ed economici – si siano frapposte condizioni di rivalità legate alla sfera (geo)politica. L’aspirazione all’egemonia regionale ha generato un’aspra competizione nel teatro siriano, cui solo alcune contingenze ‘tattiche’ (su tutte, la convergenza con la Russia) sembrano avere temporaneamente posto un freno.

Sunday, November 25, 2018

Journal Article: "Iranian-Turkish Relations in a Changing Middle East"

My latest Journal article "Iranian-Turkish Relations in a Changing Middle East" is now available at: https://www.degruyter.com/view/j/ipcj.2018.21.issue-1/1641-4233.21.06/1641-4233.21.06.xml. It is part of a Special Issue of academic journal International Studies. Interdisciplinary Political and Cultural Journal dedicated to "The Political and Social Problems of the Contemporary Middle East and its Neighbouring Areas", Volume 21, Issue 1, edited by Radoslaw Bania, Associate Professor of Political Science and Dean of Faculty of International relations at the University of Lodz (Poland).

This is the first of a series of works that I dedicated to the study of Iran-Turkey relations in the context of reorganization of power and order in the Middle East. I previously had the chance to discuss it within the panel "Prospects for new Power Configurations in the Middle East and Asia" chaired by Prof. Bania during the Political Science World Congress organized by IPSA (International Political Science Association), held in Poznan, July 23-28, 2016.

ABSTRACT: After the outbreak of the Arab Spring and, above all, the intensification of the Syrian crisis with Ankara starting to engage in a political confrontation with Assad’s Syria, Tehran tried to exploit its historic strategic alliance with Damascus in a search for projecting its influence abroad. As Turkey has been facing more and more hardships and experiencing political isolation, Iran seemed to be more comfortable with its external environment, benefiting from a convergence of interests with Russia. However, the advent of ISIS created further disarray in the region, presenting opportunities for countries to cooperate especially for Erdogan’s new Turkey which was still focused on fighting Kurds.

Sunday, November 18, 2018

Book Review (Recensione): Simon Staffell and Akil Awan (eds), Jihadism Transformed: Al-Qaeda and Islamic State’s Global Battle of Ideas (Hurst & Publishers, London, 2016)

My book review:
Simon Staffell and Akil Awan (eds), Jihadism Transformed: Al-Qaeda and Islamic State’s Global Battle of Ideas
is now available on Political Studies Review, Volume 16, Issue 1, February 2018
by clicking on the following link: https://journals.sagepub.com/doi/pdf/10.1177/1478929917724387.
Free registration is required to download the pdf.

Daniele Rocchi (Agenzia SIR, Conferenza Episcopale Italiana) intervista Alberto Gasparetto

(Intervista a cura di Daniele Rocchi, giornalista del SIR - Servizio di Informazione religiosa - organo di informazione della CEI - Conferenza Episcopale Italiana - pubblicata il 27 giugno 2018)


Con il 52,7% dei consensi, Recep Tayyip Erdoğan, leader del partito Akp, ha vinto le elezioni tenutesi in Turchia domenica 24 giugno riconfermandosi così capo dello Stato, carica che detiene dal 2014. Forte della riforma costituzionale varata nell’aprile del 2017 che ha abolito la carica di primo ministro accentrando il potere esecutivo, e per certi versi anche giudiziario, nelle mani del presidente, Erdogan sarà chiamato a guidare la Turchia fino al 2023. L'analisi di Alberto Gasparetto, dottore di ricerca in Scienza politica e relazioni internazionali all’Università di Padova.

Daniele Rocchi (Agenzia SIR, Conferenza Episcopale Italiana) intervista Alberto Gasparetto

(Intervista a cura di Daniele Rocchi del SIR - Servizio di Informazione religiosa - organo di informazione della CEI - Conferenza Episcopale Italiana - e pubblicata il 22 agosto 2018
“Una crisi che viene da lontano e che Erdogan ha cercato di fronteggiare con le elezioni politiche anticipate del 24 giugno temendo un peggioramento della situazione economica che gli avrebbe alienato buon parte del consenso popolare di cui il leader islamista gode da anni”.

Così Alberto Gasparetto, dottore di ricerca in Scienza politica e relazioni internazionali all’Università di Padova spiega al Sir la crisi che sta coinvolgendo la Turchia alle prese con il rischio di tracollo finanziario.

Recensione: "La Turchia di Erdogan e le sfide del Medio oriente" (Carocci, 2017), a cura di Matteo Del Conte


(Recensione a cura di Matteo Del Conte, apparsa il 05/06/2018 sulla rivista "Pandora" e consultabile cliccando sul link: https://www.pandorarivista.it/articoli/turchia-di-erdogan-di-alberto-gasparetto/#comments)


Volgendo lo sguardo al Medio Oriente oggi è impossibile ignorare un paese come la Turchia. Le dinamiche delle regione la vedono sempre più protagonista di una rinnovata assertività, la quale spesso confligge con le aspirazioni dei suoi vicini.
Un giovane ricercatore come Alberto Gasparetto, in La Turchia di Erdoğan, ci pone di fronte alla politica mediorientale dell’AK Parti a partire dalla sua ascesa al potere nel lontano 2002 con un focus su Iran, Iraq, Israele e Siria. L’autore si pone l’obiettivo di analizzare la politica estera turca tenendo primariamente conto dei tratti della personalità e dell’impatto delle percezioni dei decisori turchi e lo fa utilizzando l’approccio della foreign policy analysis di Michael Brecher. Questo metodo, in contrasto con il filone neorealista che vede il determinarsi della politica internazionale come il risultato di cause strutturali, considera che la politica estera sia il risultato della compenetrazione tra fattori ideazionali legati alle percezioni dei decisori e le cause strutturali pertinenti al sistema internazionale. La domanda di ricerca attorno a cui ruota tutto l’elaborato è la seguente:

PER PROSEGUIRE CON LA LETTURA, CLICCARE SU: https://www.pandorarivista.it/articoli/turchia-di-erdogan-di-alberto-gasparetto/#comments

Recensione: La Turchia di Erdogan e le sfide del Medio oriente (Carocci, 2017), di Paolo A. Dossena

(Recensione a cura di Paolo A. Dossena, apparsa il 26/02/2018 nella sezione cultura di "Azione - Settimanale di informazione e cultura della cooperativa MigrosTicino" e reperibile cliccando sul seguente link: http://www.azione.ch/cultura/dettaglio/articolo/fra-i-libri-20.html?cHash...)

La «Sindrome di Sèvres», la paura dello smembramento, è uno dei fattori psicologici che garantiscono elementi di continuità tra la Turchia di Recep Tayyip Erdogan e il precedente establishment kemalista.
All’indomani della Prima guerra mondiale, racconta Alberto Gasparetto, il 10 agosto 1920, l’impero ottomano firma il trattato di pace che sancisce la propria disintegrazione.
Le decisioni di Sèvres saranno superate a seguito della guerra d’indipendenza guidata da Mustafa Kemal, che lascia in eredità alle successive dirigenze turche (Erdogan incluso) la «Sindrome di Sèvres».