(Articolo già pubblicato col titolo "La vittoria di Erdogan" sul sito del CIPMO - Centro Italiano per la Pace in Medio Oriente - il giorno 26/06/2018 e reperibile cliccando sul seguente link: http://www.cipmo.org/editoriale/2018/vittoria_Erdogan.html. Ringrazio il Presidente, Janiki Cingoli.
Recep Tayyip Erdogan ha vinto. Le elezioni tenutesi ieri, domenica 24
giugno 2018, verranno ricordate come un evento cruciale nella storia recente
della Turchia e nel percorso politico del suo principale protagonista. Il
trionfo è stato duplice. Innanzitutto, sbaragliando la flebile concorrenza di
un’opposizione presentatasi divisa alle elezioni presidenziali, si è
riconfermato capo dello Stato, carica che detiene ormai dal 2014, ottenendo il
52,7% dei consensi ed evitando il temuto ballottaggio che avrebbe potuto
offrire qualche chance al secondo classificato, il laico Muharrem Ince del Partito
Repubblicano (CHP). In secondo luogo, il suo AK Parti ha ottenuto il successo
anche alle elezioni per il Parlamento arrivando al 42,4%, pur in significativo
calo rispetto alle elezioni del novembre 2015 (49,5%). Tuttavia, grazie
all’accordo pre-elettorale denominato “Alleanza del Popolo” siglato con il
nazionalista MHP e l’ultranazionalista-islamista BBP, è riuscito a prevalere
anche in Parlamento, dove la coalizione ha ottenuto complessivamente il 53,6%
dei consensi, pari a 342 seggi su 600 e lasciando all’”Alleanza della Nazione”,
formata dal CHP, il Partito buono (IYI), il Partito della felicità (Saadet) e
il Partito democratico (DP), solamente 191 seggi.