Showing posts with label Bushehr. Show all posts
Showing posts with label Bushehr. Show all posts

Friday, February 24, 2012

L'Iran prende tempo


Termina con un dichiarato insuccesso la missione dell’AIEA (l’ente delle Nazioni unite per l’energia atomica), impegnata a Tehran per due giorni (20-21 febbraio) con lo scopo di discutere e trovare una soluzione alla crisi innescata dal programma nucleare iraniano[1]. L’iniziativa avviene per la seconda volta nel corso delle ultime settimane[2]. La precedente visita, anch’essa capeggiata dal vicedirettore generale dell’AIEA Herman Nackaerts, si era svolta in un clima positivo generato dalla disponibilità iraniana ad aprirsi cautamente all’Occidente, pur lasciando irrisolte diverse questioni che nemmeno stavolta hanno ottenuto risposta.
Il principale motivo di «delusione»[3] riguarda il diniego opposto dalle autorità iraniane alla richiesta di visitare il sito nucleare di Parchin, nei pressi di Tehran, sospettato di ospitare strutture in cui sarebbero stati effettuati test militari. E’ probabile che in seguito a questo nulla di fatto, l’AIEA tenterà di organizzare un’ulteriore visita, ma per il momento la situazione rimane statica.

Thursday, February 16, 2012

Ahmadinejad all'Onu. La politica estera iraniana tra retorica e pragmatismo

(posted on September 24th, 2011 at http://www.come2discuss.net/)

E’ nel bel mezzo dello scontro al vertice per il potere in Iran che Mahmoud Ahmadinejad prende parte alla spedizione iraniana per partecipare ai lavori della 66ma Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Il discorso pronunciato giovedì 22 settembre[1], durato poco meno di mezz’ora, è stato condito dalla retorica che tipicamente contraddistingue i discorsi del Presidente iraniano. Un insieme ben congegnato di sentimento antiamericano e terzomondismo che ha portato molte delegazioni occidentali a lasciare anzitempo l’aula; per giunta, com’era da attendersi, Israele non ha nemmeno presenziato.

Ma, se ascoltato con pazienza e fino alla fine, il discorso di Ahmadinejad non si configura esattamente come un ideologico e scriteriato attacco all’America. Soprattutto, occorre tenere conto non solo dell’attuale scontro al vertice interno all’Iran – da cui Ahmadinejad tenta in tutti i modi di uscire vincitore, sfruttando anche i consessi internazionali – ma della ormai più che trentennale vicenda politica della Repubblica Islamica. Fin dal 1979, e soprattutto durante gli anni Ottanta, la politica estera iraniana è stata contrassegnata da una buona dose di panislamismo che, a fasi alterne, è stato affiancato da un necessario e corposo ricorso al pragmatismo – in maniera più che evidente durante la Presidenza Rafsanjani (1989-1997). L’uso politico della religione, ovvero il ricorso alla ideologia islamista, è stata una risorsa usata sapientemente dall’élite al potere per fronteggiare il grado di isolamento internazionale a cui è sottoposta dai tempi della Rivoluzione khomeinista.

Journal article: Domestic Factions and the External Environment in Iran's Foreign Policy

My latest journal article "Domestic Factions and the External Environment in Iran's Foreign Policy" has been published in the ...